Le carceri cambogiane affrontano una situazione critica caratterizzata da sovraffollamento estremo, carenza di servizi essenziali e gravi violazioni dei diritti umani. Secondo dati ufficiali, le prigioni operano al 409.1% della loro capacità (World Brief Data, Luglio 2023), con oltre 57.000 detenuti (World Brief Data, Giugno 2025).
Attualmente, in Cambogia sono presenti 29 prigioni distribuite in 25 province. A Phnom Penh si trovano due strutture principali: la prigione maschile e la prigione femminile e minorile. Il sovraffollamento rappresenta una problematica critica: nel 2020, CC2 ha raggiunto il 400% della sua capacità, aggravando le già precarie condizioni di vita.
I bambini detenuti nei centri, affrontano sfide immense, vivendo in ambienti insicuri e malsani, privi di adeguata istruzione o formazione. Molte donne vivono in prigione con i loro figli, che condividono le scarse razioni di cibo delle madri, spesso limitate a soli $0,50 al giorno. La mancata registrazione dei bambini nati in prigione li priva dell’accesso ai fondi statali.
Questa situazione comporta gravi conseguenze sulla salute dei bambini, portando a malnutrizione, isolamento, mancanza di esposizione alla luce solare e opportunità di gioco o istruzione. Di conseguenza, molti soffrono di rachitismo, problemi motori e cognitivi che possono condurre a gravi difficoltà sociali.